Ricoveri sul versante settentrionale di Quota 144

Lungo tutta la fronte attività intermittente delle artiglierie, più intensa in Valle dell’Astico.

Sul Carso la notte del 23 il nemico assalì con rilevanti forze l’altura di Quota 208 a sud di Villanova, caposaldo della linea nemica da noi recentemente espugnata. Nuclei piccoli riuscivano ad irrompere in alcune nostre trincee, tosto sloggiati da un nostro vigoroso contrattacco.

All’alba il nemico rinnovava gli sforzi contro le stesse posizioni e lanciava contemporaneamente un attacco contro l’altura di Quota 144 a nord-est di Monfalcone. Fu ovunque nettamente respinto.

La violenza delle azioni, che costarono gravi perdite al nemico, attesta della importanza che esso annette al possesso delle due alture dai nostri saldamente tenute.

Velivoli nemici lanciarono qualche bomba su Montecchio Maggiore (Vicenza) e nella zona di Misurina (Alto Ansiei). Né vittime né danni.

Firmato: Cadorna

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In tutto il teatro delle operazioni le persistenti intemperie ostacolarono ieri l’attività delle nostre truppe. Tuttavia sono segnalati sensibili progressi della nostra tenace avanzata alla testata del torrente Vanoi (Cismon), e verso la vetta del Sief (Alto Cordevole).

Sulla fronte Giulia azioni limitate delle artiglierie. Quella nemica tirò su Gorizia senza nostro danno.

Firmato: Cadorna

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Navigazione sul Lago di Garda

Sul Garda nostri battelli armati furono fatti segno al tiro delle artiglierie nemiche, senza alcun nostro danno.

Nell’aspra zona montuosa fra Vanoi-Cismon ed Avisio continuano con tenacia le nostre operazioni offensive, pur contrastate da abbondanti nevicate. Nel pomeriggio del giorno 19 respingemmo un tentativo di attacco nemico sulle pendici settentrionali del Colbricon.

Lungo la fronte Giulia la pioggia dirotta ed incessante limitò ieri l’azione delle artiglierie.

Nella zona collinosa ad est di Gorizia con improvviso sbalzo un nostro reparto occupò una nuova posizione nei pressi di Santa Caterina.

Sul Carno nuclei nemici che tentavano sorprendere le nostre posizioni di Quota 208, a sud di Villanova (Nova Vas), furono prontamente ricacciati con perdite.

Firmato: Cadorna

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Settore di Salonicco: Sulle pendici meridionali dei M. Belas, rilevanti forze bulgare appoggiate da intenso fuoco di artiglieria attaccarono i nostri piccoli posti avanzati fra Poroi Alto e Matnica.

Arrestato l’impeto dell’avversario, i nostri sostenuti dalla tenace difesa di un reparto di retroguardia, rispiegarono ordinatamente sulla ferrovia da Doiran a Denùr Hissar.

Firmato: Cadorna

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Prigionieri austriaci in coda per esami medici

Azioni diversive nella notte sul 19 e nella giornata di ieri furono tentate dall’avversario nei pressi di Casera Zebio (Altopiano di Asiago); sul Col San Giovanni (Testata Vanoi), lungo le pendici settentrionali del Colbricon (Valle Travignolo) e sul Costone del Vrsic (Monte Nero).

Il nemico che in qualche punto era riuscito a penetrare nelle nostre trincee fu poi dai nostri immediati contrattacchi nettamente ricacciato ovunque.

In Valle Brenta nostre piccole operazioni offensive dirette ad assicurarci il possesso della riva sinistra del torrente Maso, portarono alla conquista dell’altura di Quota 694 a nord di Ghisi. L’avversario subì perdite e lasciò nelle nostre mani una trentina di prigionieri, dei quali 3 ufficiali.

Sul Carso intensa attività da ambo le parti in lavori difensivi, disturbati dalle intemperie.

Lungo tutta la fronte azioni saltuarie delle artiglierie e piccoli attacchi e contrattacchi, nei quali prendemmo una cinquantina di prigionieri.

Firmato: Cadorna

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Scene di guerra sul Monte Zebio

Nella giornata di ieri azioni prevalentemente di artiglieria. Quella nemica fu più attiva contro le nostre posizioni di Zugna, in Valle Lagarina, e ad est del torrente Maso, in Valle Sugana. Fu constatato l’intenso uso da parte dell’avversario di granate producenti gas asfissianti di cui potemmo neutralizzare gli effetti.

Le nostre artiglierie bombardarono le posizioni nemiche a nord est del Cauriol (Valle di Fiemme) nel Vallone di Travenanzes (Boite) e colpirono più volte la linea ferrata di Valle Drava.

Piccole azioni di fanteria sulle pendici di Monte Zebio (Altopiano di Asiago) dove respingemmo un tentativo di attacco, e nel Vallone di Travenanzes dove un nostro nucleo occupò un ricovero nemico, prendendovi un lanciabombe, armi e munizioni.

Sul Carso nella notte sul 18 respingemmo un violento attacco nemico contro le posizioni da noi conquistate sull’altura di quota 144 a nord-est di Monfalcone.

Nella giornata le truppe attesero a rafforzare e ad ampliare le linee raggiunte. Lungo tutta la fronte dal Vippacco al mare continuò vivo il duello delle artiglierie.

Un velivolo nemico lanciò bombe in Valle Vanoi (Torrente Ciamon-Brenta) in prossimità di un ospedale della Croce Rossa visibilmente munito dei segni di neutralità. Non si deplorano vittime.

Firmato: Cadorna

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Azioni diversive, esplicatesi sopra tutto con intensi e prolungati bombardamenti, furono tentate dall’avversario in più tratti della fronte; su Monte Seluggio (Valle Posina) la sera del 16, sul Mrzli e Vodil (Monte Nero). Fra San Daniele e Volzana (ovest di Tolmino), nel settore di Plava (Medio Isonzo) e contro la città di Gorizia nella giornata di ieri.

La nostra artiglieria reagì dovunque con efficacia e colpì anche la stazione di Toblacco, disperdendovi truppe, e la linea ferroviaria dell’Alto Fella.

Sul Carso l’avversario lanciò ieri contro le nuove posizioni da noi raggiunte insistenti attacchi preceduti e sostenuti da bombardamento di estrema violenza. Fu ogni volta ributtato con gravissime perdite e lasciò nelle nostre mani circa 300 prigionieri.

Sono segnalate incursioni aeree nemiche sull’Altipiano di Asiago, su Caoria (Vanoi-Cismon), nelle Valli Bois e Cordevole.

Una squadriglia rinnovò nella passata notte il bombardamento di Mestre.

In nessun posto si ebbero né vittime né danni.

Due nostri velivoli lanciarono bombe su Mattarello e costrinsero un idrovolante avversario ad atterrare verso Trento. Altra squadriglia di 12 «Caproni» scortati da «Nieuport» bombardò le stazioni ferroviarie di Dottegliano e Scoppe, sul Carso. Furono colpiti gli impianti ferroviari e i vicini magazzini, treni fermi nelle stazioni ed il serbatoio dell’acqua. Sfuggendo a tiri di numerose batterie antiaeree e cacciando aeroplani e idrovolanti nemici levatisi in caccia, i nostri velivoli ritornarono tutti ai propri campi.

Firmato: Cadorna

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Gli Alpini scalano le pareti verticali a nord-est del Cauriol, piantando nelle rocce i ferri che servono da gradini.

Nel combattimento del giorno 15, in Valle Sugana, tra i torrenti Coalba e Maora, infliggemmo al nemico perdite assai gravi. Furono sinora sepolti più di cento cadaveri di austriaci. Respinto sulla destra del Brenta, il nemico bombardò violentemente le nostre posizioni sulla sinistra ad est del torrente Maso, indi lanciò contro di esse tre successivi attacchi, infranti dalla nostra resistenza.

Nella zona del Cauriol (Valle Fiemme) gli alpini ampliarono e consolidarono il possesso della posizione conquistata il giorno 15, prendendo altri 32 prigionieri, tre mitragliatrici, due lanciabombe, numerosi fucili e munizioni.

Nell’Alto Degano (Tagliamento) eccezionale attività delle artiglierie avversarie. Nelle vicinanze del Passo di Volaia caddero più duemila colpi di ogni calibro. Le nostre truppe sostennero saldamente la violenza del fuoco nemico.

Sulla fronte Giulia continuò ieri il duello delle artiglierie con particolare intensità nella Conca di Plezzo, ove le nostre fanterie eseguirono irruzioni contro le posizioni nemiche del Rombon, nello Javorcek e nel Vrsic (Monte Nero).

Sul Carso, respinti nella notte contrattacchi dell’avversario, le instancabili nostre truppe ripresero ieri con rinnovata energia l’attacco delle poderose linee nemiche. Dopo un combattimento di estrema violenza da ambo le parti, le nostre fanterie assalirono ed espugnarono altri forti ed estesi trinceramenti nemici, prendendo circa 800 prigionieri, dei quali una ventina di ufficiali.Nella passata notte una squadriglia nemica lanciò dodici bombe su Mestre. Nessuna vittima e qualche danno.

In combattimento aereo sopra la Conca di Caporetto venne abbattuto un velivolo nemico . Uno degli aviatori fu ucciso; l’altro, ferito, fu fatto prigioniero.

Firmato: Cadorna

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Val di Fiemme

In Valle Sugana nuclei nemici tentarono ieri l’attacco delle nostre posizioni fra i torrenti Coalba e Maora: furono prontamente respinti.

In Valle Fiemme (Avisio), scalate le ripide rocce a nord-est del Cauriol, i valorosi alpini del battaglione Monte Rosa espugnarono una forte posizione in cresta a 2318 metri di altitudine. Il presidio nemico, composto di alpini tirolesi, restò in gran parte distrutti: un centinaio di superstiti furono fatti prigionieri.

Alla testata del Rio Felizon (Boite) il nemico tentò un nuovo attacco contro le nostre posizioni di Punta del Forame, ma fu ricacciato con perdite.

Sulla fronte Giulia intensa azione delle artiglierie nella zona di Plava e ad est di Gorizia.

Sul Carso le nostre fanterie proseguirono gli attacchi contro le linee nemiche ad oriente del Vallone.

All’ala sinistra espugnarono l’altura di San Grado, fortemente presidiata dall’avversario. Più a sud, con brillanti assalti alla baionetta conquistarono estesi trinceramenti verso Loquizza e ad est di Oppacchiasella. Presero 1077 prigionieri dei quali una ventina di ufficiali.

Nostre squadriglie di «Farman» e di «Voisin» bombardarono ieri gli impianti della ferrovia ridotta di Cominiano (Komen) con risultati visibilmente efficaci. I velivoli ritornarono incolumi.

Firmato: Cadorna

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Monte Cauriol

Fra la testata del torrente Vanoi e Valle di Fiemme, i nostri attacchi tendenti ad ampliare il possesso della cresta a nord-est del Cauriol, procedono felicemente, nonostante l’asprezza del terreno e la tenace resistenza del nemico.

Su Lagazuoi (Vallone di Travenanzes-Boite) l’artiglieria nemica tenne ieri sotto violento fuoco le posizioni da noi recentemente occupate, senza scuotere la salda resistenza dei nostri.

Sulla fronte Giulia intense ed efficaci azioni delle nostre artiglierie e bombarde contro le linee nemiche ad est di Gorizia sul Carso.

Nel pomeriggio, sotto pioggia torrenziale, le nostre fanterie assalirono le posizioni dell’avversario ad oriente del Vallone, conquistando varie linee di trinceramenti. Prendemmo al nemico 2117 prigionieri, dei quali 71 ufficiali, alcune mitragliatrici e lanciabombe.

In un brillante combattimento aereo sul golfo di Panzano una ardita nostra squadriglia abbatté due idrovolanti nemici.

Firmato: Cadorna

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